Cosa mi si sta chiedendo di capire?
Lunedì mattina 4 febbraio 2008 mi stavo dirigendo con la mia macchina a Udine, la città a 30 km dal mio paese in cui studio da quando avevo 11 anni e ho iniziato il conservatorio. Stavo appunto andando a suonare e a studiare un po'.
La mattina mi sono svegliata verso le 7.30 (o le 8.30?)nonostante, come ogni mattina,avessi messo la sveglia alle 7. Mi sono preparata con molta calma, assonnata. Ho fatto colazione con una nastrina del mulino bianco scaldata nel fornetto e il tea caldo (o avevo mangiato solo la nastrina?).A un certo punto, dopo essermi lavata i denti, mi sono seduta sul letto e mi sono chiesta se non era meglio se stessi a casa visto che mi sarei fatta 60 km (andata e ritorno)solo per studiare e non perché avessi lezioni o altro. Poi mi sono detta che no, era meglio andare perché a casa non avrei studiato bene come in conservatorio.
Poco prima di partire ho raccontato a mio padre con tono scherzoso di un tipo che, sabato sera, avendo fatto troppo velocemente una grande rotonda e avendo appena piovuto, si era trovato con il culo della macchina in un piccolo fossetto (un 50 cm)e che l'avevo visto in piedi che chiamava qualcuno. Non era successo niente di grave. Era solo scivolato.
Poi parto. Tardi, come al solito. Più e meno alle 11, 11.10. Piove, la giornata è di quelle che la mattina è già grigia e uggiosa.
Arrivo a Buia, un paese ancora più piccolo del mio. La strada che percorro è principalmente una strada extraurbana, preferita alla statale perché più lunga, ma più veloce e poco trafficata. Arrivata a Buia appunto, devo rallentare perché sono entrata in un centro cittadino e il limite è di 50km/h. Davanti a me un camion con rimorchio, di quelli lunghi e pesanti. Superiamo il semaforo, dopo qualche metro c'è il segnale che annulla tutti i divieti precedenti,il "via libera", quello tondo bianco con una linea nera di traverso. Inizia la linea tratteggiata e inizia un rettilineo lungo quasi un km (non ho occhio per le misure).
Decido di superare il camion (che essendo con rimorchio è uno di quelli che prima di arrivare a 60km/h impiegano 10 km). Controllo se arriva qualcuno e vedo una macchina con i fari accesi. La lascio passare. Ho 10/10 di vista.
Ricontrollo.
No, non c'è nessuno.
Sono le 11.20.
Inizio il sorpasso.
Di fronte a me poco più dell'inizio del camion c'è una macchina. Grigia. Nonera, rossa, bianca, blu, verde. Grigia.
E a fari spenti.
No anabbaglianti, no luci di posizione (obbligatori in strada extraurbana anche solo quando c'è sole).Cita il libro per la patente A e B, edizioni Bocca:"Fuori dai centri abitati è obbligatorio l'uso delle luci di posizione, dei proiettori anabbaglianti, delle luci della targa e, se prescritte, delle luci di ingombro (...). In presenza di nebbia, di pioggia intensa (...), in ogni caso di scarsa visibilità, è obbligatorio l'uso delle luci di posizione, dei proiettori anabbaglianti, delle luci della targa e delle luci di ingombro per tutti i veicoli.".
Ero sicura al 3000% che la strada fosse libera. Ho dieci decimi e non ho mai messo gli occhiali (se non per mantenimento dal momento che uso spesso il computer, ma in ogni caso non uso neanche quelli perché me li avevano dati alle elementari). Non sono miope, nè astigmatica, nè uso lenti.
Quando ho visto questa macchina mi sono spaventata. Ho avuto una paura tremenda. In una frazione di secondo ho capito che non sarei mai riuscita a sorpassare il camion senza fare un frontale.
Ma soprattutto..ho avuto PAURA.
Una tale paura che l'istinto mi ha bloccato il piede sul freno. Di colpo.
Il resto lo sto rivivendo da 3 giorni.
La sensazione più brutta è la macchina che sbanda e io che sono completamente cosciente che sta sbandando, che non la tengo più, che è inutile che mi artiglio al volante, che è inutile pensare che si rimetterà in strada tra qualche secondo.
Il secondo pensiero è stato:"è impossibile che stia succedendo proprio a me. Non è possibile".
Poi completamente cosciente ho sentito la macchina andare tutta da una parte, verso un fosso alto più o meno 2 metri, e poi capovolgersi portandosi dietro anche me che ho vissuto tutto COMPLETAMENTE cosciente.
Quando tutto si è fermato erano passati più o meno 5 secondi (credo. Ovviamente non mi sono messa a contarli).
Ero a testa in giù e la prima cosa che ho fatto è stata spegnere la radio che ancora continuava ad andare e mi sembrava una presa per il culo che lei fosse a posto e tutto il resto no.
Poi è stato il silenzio ovunque tranne che nella mia testa dove continuavo a urlarmi contro che non era possibile fosse capitato proprio a me.
Dopo, con la cintura che mi inchiodava al sedile, ho iniziato a battere sul finestrino, a gridare "aiuto, tiratemi fuori di qui. Sto bene, non mi sono fatta niente". Perché ero stata talmente cosciente di quello che mi stava capitando in quei 5 secondi, che avevo capito di non aver ricevuto botte, danni, colpi di frusta, rottura di ossa, di vertebre, di collo, di schiena, di gambe.
La gente si è fermata. Ha voluto tirarmi fuori anche se io, all'inizio, pensavo che appena avrebbero slacciato la cintura, sarei caduta malamente contro il tetto perché non avevo spazio e non sapevo come cadere con la testa. Ma la cintura stava iniziando a stringere troppo e loro mi hanno aiutato, sostenuta, hanno aperto la porta e mi hanno aiutato ad uscire.
Il resto è quello che capita in ogni incidente. Ho pianto, ho urlato contro quello stronzo ignoto che viaggiava senza fari, ho iniziato a ridere perché mi sentivo una miracolata mentre in piedi guardavo la mia macchina capovolta sul tetto e dopo un incidente del genere sarei benissimo potuta andare a correre. Ho iniziato a piangere perché pensavo a mio padre, a quella macchina che aveva solo un anno e mezzo di vita, al fatto che non era possibile che io avessi avuto un incidente del genere e non mi fossi fatta niente, come se fossi caduta con la bicicletta nel giardino di casa mia (e in quel caso almeno un ginocchio me lo sbucciavo). Niente. Non avevo nemmeno un graffio. NULLA.
Poi un uomo (che era quello che guidava dietro di me) mi ha colto sotto il suo ombrello, mi ha rassicurata, ha cercato di calmarmi, mi ha detto che ero viva e questo era l'importante. Mi ha accompagnata nella stradina che costeggia il fosso, sotto la strada. Ho chiamato mio padre e già m'immaginavo la sua paura, lui che non ha MAI paura. Sono arrivati i vigili del fuoco (di cui ricordo la simpatia..:) oltre al fatto che uno mi ha detto di andare a ringraziare la madonna di Castelmonte), l'ambulanza no perché se all'inizio l'hanno chiamata, poi, forse sentendomi dire che stavo bene, l'avevano richiamata per dire che era tutto a posto (????), sono arrivati i carabinieri che per niente simpatici come i vigili del fuoco, dopo avermi chiesto la dinamica e preso e restituito la patente,l'unica cosa che hanno detto è stata"la spostate ora la macchina vero?". Lo so: hanno fatto il loro lavoro.
Tra la gente che si era fermata c'era anche il proprietario di un'autofficina di Buia. Si è proposto di tirare via la macchina visto che l'autofficina era qualche metro più avanti così è andato a recuperare il carro attrezzi.
Quando l'ha tirata fuori, i tergicristalli e il faro rimasto intatto continuavano a funzionare (ora il meccanico che la sta riparando dice che per fortuna il motore ancora si accende). Il mio violino, una fra le prime cose a cui ho pensato, era ancora miracolosamente intatto anche lui. Nemmeno un graffio.
Poi mio padre mi porta al pronto soccorso. Mi fanno un sacco di accertamenti mentre mi guardano increduli. Il caposala mi si avvicina dopo che gli ho raccontato dell'incidente e proprio in mezzo alla fronte mi appoggia il pollice e mi fa il segno della croce sulla fronte (oddio..questo in verità mi ha spaventato ancora di più invece che tranquillizzarmi..:DD). Rimango tutto il giorno e la notte in ospedale. La prassi dice che devono essere passate almeno 12 ore da un incidente di questo tipo, prima di dimettere il paziente, per l'esclusione di eventuali emorragie interne non visibili esternamente e che potrebbero appunto venire fuori nell'arco di questo tempo.
Così ieri sono tornata a casa. Cambiata. Completamente cambiata.
Il titolo di questo post è la domanda che mi sto ponendo da quando è successo tutto.
Quando sono andata fuori strada non mi sono schiantata contro due alberi o il palo della luce distanti poco meno di un metro; il fossato alto 2 metri ma che poteva essere pieno di acqua per un metro, in quel momento era quasi vuoto nonostante stesse piovendo dal giorno e dalla notte prima (un po' più indietro il Ledra e i fossati erano strapieni); la macchina senza fari che arrivava dalla parte opposta non mi ha tagliato in mezzo nonostante gli attimi della mia macchina passati a sbandare sulla strada; poco più in là a dove è successo l'incidente sarebbe iniziato il guardrail e sbattendogli contro mi avrebbe chissà..forse buttato contro le ruote del camion o della macchina che stava dietro o della macchina a fari spenti che proveniva in direzione opposta.
Per tutta questa fortunatissima serie di coincidenze e per lo strano fatto che nonostante la macchina si sia perfino capottata io non mi sono fatta niente, sono qui a parlarne con voi.
Non so fino a quanto potete capire VERAMENTE cosa mi è capitato. Come in tutte le cose lo si capisce solo quando ci si è passati dentro.
Io so solo che non so cosa mi si sta chiedendo di capire. Mi si sta chiedendo di capire che a 21 avrei potuto finire su una sedia a rotelle o morire?Che a 21 anni mi è stata data la possibilità negata a migliaia di persone che muoiono sul colpo o rimangono paralizzate la prima volta che hanno un incidente grave? Mi si sta chiedendo di capire che qualcosa o qualcuno o il caso mi ha donato la possibilità di vivere ancora ore, giorni, mesi, anni in più?Ma vivere veramente..Forse che mi si sta dicendo che mi si concede la possibilità di capire che, poiché potrei morire da un momento all'altro, ho ancora la possibilità infinitamente rara di poter cambiare la mia vita e darle un senso?O mi si sta chiedendo di credere nell'angelo custode, o in mio fratello o in tutte quelle cose che ho sempre considerato stupide, stupide e ancora stupide?Mi si sta dicendo che c'è qualcosa per me?che devo vivere ancora per fare qualcosa di determinato?
Perché mi è stata data un'altra possibilità?Perché non mi sono fatta niente, assolutamente niente?Cazzo..sono uscita di strada, la macchina si è capottata e non stavo andando a 30 all'ora.
Oppure semplicemente è una presa per il culo. Forse mi si vuol fare credere di essere chissà chi da scomodare anche i santi, dio o chi per lui per salvarmi la vita mentre invece il caso ha solo voluto farmi un orribile e tremendo scherzo, e che la morte ha già deciso.
Non lo so proprio. Ci sto pensando. Ci sto riflettendo.
Avete idea di che valore assumono le cose che ho scritto nel post precedente?
Non lo so. Non lo so. So solo che ora non riesco a guidare la macchina e anche l'andare in corriera mi fa stare male. Domani proverò col treno.
So solo che mio papà, che ha visto la macchina, continua a ripetermi ogni momento che mi vuole bene.
So solo che non riesco a dormire la notte e che continuo a rivivere tutto.
So anche che ho paura a uscire perché sarà una idiozia, ma ho paura che non la posso fare così france, che non posso aggirare così chi mi aveva messo un ostacolo troppo alto nella mia strada.
Non lo so.
Mi aiutate a rispondere alla domanda:Che cosa mi si sta chiedendo di capire?
Calien
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