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Lucscììa dictionary :

(si ringrazia Crisssscctina e il suo impegno nel ricordare tutte le mie creazioni!)


-vulevù patè avenuà?
-Christian GAY (anzichè Christian GRAY, attore di Elisa di Rivombrosa)
-Crisccctina:"vai pure se hai fretta.."
Io:"Ma, no, tranquilla non ho FREDDO!"
-Tumbuktu
-Ex novo esèmble (pronuncia corretta per ex novo ensemble)
-Orchestra finconica (anzichè orchestra sinfonica)
-Tik Tak (questa non me la ricordo.. :D)
-Padrigno (patrigno+padrino)
-Quartèt (pronuncia corretta per quartet)
-Sfoderare la pelliccia (anzichè "sfoggiare la pelliccia")
-"Eh si, mia cugina ha gli occhi biondi!"..
-Egnimistichi (invece di "enigmistica")
-"Dietro di me c'era un SUB" (invece di "dietro di me c'era un SUV!")
-"su uno c'era scritto club euro..e sull'altro EURO CLUB" (questo non me lo ricordo proprio!)
-Carpem diem (anzichè Carpe diem)


In america :

-Orbitorio
-Titel (pronuncia corretta per TITLE)
-Inciampetto (misto tra sgambetto e inciampare)
-Bon dì (saluto universale quando Daniel mi chiedeva come si dice buongiorno in tutte le lingue del mondo)
-rueTa (anzichè rueDa)
-Veramente (anzichè SUAVEMENTE)
-Iuuuuuuuuuu weeeeeeeeeeeeeeeeee
-It's ok it's ok!
-Yeah!Yo!ya!
-Parlando sui sorpassi sulle strade in Italia:"Se sorpassi a destra ti tolgono la punta!" (multa+punti)
-Paolo:"Qui hanno tutti il SUV"
Io:"Guarda che si dice SUB!"
-Io parlando del mio violino:"Il liutaio non capisce nulla!Mi ha messo male il violoncello!Malissimo!mi ha spostato il violoncello a destra!" (il violoncello non esiste nel violino..esiste il PONTICELLO!)
-Crisssctina:"all'aeroporto ho incontrato un certo Kyle Douglas"
Io qualche giorno dopo: "Immagina se quando torniamo in Italia incontri di nuovo Doyle all'aeroporto!"

Egli/Ello/Ella/Costui dixit
"Se ridi, tutto il mondo riderà con te. Se piangi, piangerai da solo"(da "Old boy")

"-Io non credo al diavolo. - Peccato. Perché lui crede in te"(da "Constantine")

"Ce l'ho io la soluzione: grappa! Nel quindici-diciotto noi italiani eravamo tutti ubriachi, se no col cazzo che si vinceva." (da "El Alamein")

"Non esiste essere felicemente sposati, è un ossimoro, come essere felicemente morti." (da "Original Sin")

"Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l'avrai mai.."(G.G.Marquez)

"La vita è come uno specchio: ti sorride se tu le sorridi"
Traffici economici:
Wishlist di luglio
Legenda:fallito, compiuto

Non necessariamente in quest'ordine:
1)dimagrire
2) avere un gattino o un altro cane
3)avere un ragazzo
4)comprare un ipod
5)trombare qualcuno
6)abbronzarmi
7)ubriacarmi senza rimettere l'anima
8)smettere di farmi male alle mani
9)smettere di mettere il dito in bocca (non lo mettevo da quando avevo 6 anni...è grave)
10)studiare
11)andare al mare
12)finire questo cavolo di conservatorio
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martedì, 21 ottobre 2008,ore 00:36

Un post normale(?) toglie lo psicologo di torno

AHHHHHHHHHHHHHH!!DEVO STUDIARE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!La laurea in violino si avvicina....molto.....dicembre è il mese del giudizio finale.............. AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!


Ho sonno, vado a dormire...'notte
Calien
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domenica, 21 settembre 2008,ore 13:05

Ricordi

E' da qualche giorno che sfoglio gli album di famiglia in cerca delle foto più belle da mettere in cornici da spargere per la casa.
Inizio subito col dire che quando ero piccolina ero bellissima!:D Avevo un viso di quelli proprio furbissimi e sprizzavo intelligenza dagli occhi. Mi chiedo dove sia andata a finire tutta questa intelligenza durante la degenerazione..:D Ma il bimbo che mi piace di più è Mirco, il mio fratello più grande (per intenderci non quello che si è suicidato). Era bellissimo..O.O ma..ma..non quel bel bambino da copertina del mensile dei negozi chicco e neanche da pubblicità della Benetton. Parlo di quel bimbo che quando sorride ha l'aria più simpatica del mondo, le guanciotte che si riempiono e gli occhietti che ridono. E' davvero, ma davvero bellissimo.

Poi vedo l'altro bimbo che è insieme a lui. Un visetto più ironico, più furbo. E mi sale l'angoscia nel pensare a quale peso deve aver portato sulle spalle il bambino di quella foto, una volta cresciuto. Lo vedi sorridente, ignaro di un destino che si compierà solo pochi anni dopo e ti chiedi com'è possibile che un bimbo dagli occhi così felici e sereni possa aver avuto una tale disperazione o una tale voglia di morire da avvolgersi una corda attorno al collo.Guardi quelle fotografie di due bimbi,a volte tre, che sorridono, di una famiglia che si stringe davanti alla macchina fotografica per il compleanno della figlia più piccola, e intanto sai cosa è successo dopo, sai cosa è cambiato dopo. Guardando queste foto mi sembra quasi impossibile ricordarmi di un tempo "felice", di un pezzo di vita in cui in questa casa si respirava l'aria di una famiglia normale. Ricordo che non avevo un profondo legame con Mirco forse perché era troppa la differenza di età in quegli anni preadolescenziali, mentre invece entrambi avevamo un bellissimo rapporto con nostro fratello vuoi perché era il fratello "di mezzo", vuoi per il suo carattere molto attaccato alla famiglia fin da quando era piccolo.Non ricordo di compleanni passati tutti assieme nè di grandi cene con i parenti come quelle che vedo nelle foto. Le uniche cose che mi ricordo della mia infanzia sono soprattutto legate a mio fratello: il nostro distenderci sul letto di lui, nel buio della sera, per ascoltare la radio in silenzio quando lui era un po' giù e il suo portarmi in groppa per farmi divertire e farmi ridere. Del resto non mi ricordo niente. Forse qualcosa riguardo a grandi partite di calcio nel campo di casa nostra con tutti i cuginetti e gli amici, un gatto siamese a cui rompevo sempre le balle e che puntualmente per questo mi graffiava, un povero cane poi scappato, un soldino che mia mamma dava a mio fratello quando mi faceva i compiti di matematica quand'ero alle elementari (immaginate come mi trovai male dopo se già la matematica delle elementari non la sapevo fare!!), il motorino di mio fratello, il diario segreto che tenevo da piccola, certe brutte esperienze all'asilo e soprattutto alle elementari dove la cattiveria si faceva già sentire. Dieci anni concentrati in queste poche cose..
Sono sicura che nei cassetti della mia memoria ogni giorno della mia vita sia tutto ordinato e al suo posto,ma è normale che sia così difficile ricordare i primi dieci anni della propria vita?Certo..sinceramente mi ricordo ancora meno della mia adolescenza, dagli undici anni ai 18 è buio completo, eppure mi ricordo tutto di *quel* giorno, mi ricordo i pensieri terribili che facevo quando ero adolescente, la cattiveria dei compagni delle elementari, delle medie, delle superiori. Ogni volta sempre un brutto ricordo mentre quei dieci anni di felicità e serenità trascorsi non più in fretta nè più lentamente dei dieci anni dopo, sono spariti come se non fossero mai esistiti. Succede anche a voi?
Calien
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domenica, 18 maggio 2008,ore 13:33

Me ne vado

Me ne vado a studiare a Castelfranco.Oggi dopo l'ennesima cosa sbagliata credo di aver preso la decisione finale. Me ne vado. Basta. Lascerò tutto qui e per colpa di loro me ne andrò via....


Non c'è limite alla mia tristezza. Non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è non c'è
Calien
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domenica, 11 maggio 2008,ore 01:07

A.A.A. Annunci..

Sono felice d'informarvi che da oggi sono ufficialmente una VdS (Volontaria del Soccorso)-ambulanza della Croce Rossa!!:)))
Con un punteggio 90 su 100 all'esame di oggi vi consiglio..di mettervi in salvo il più presto possibile!!:)

p.s. comunque nel test scritto "qual è" va senza l'apostrofo(!!!)......Credo che mi odieranno presto!:P
Calien
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venerdì, 25 aprile 2008,ore 17:17

Che tristezza

Non stupitevi se non aggiorno mai questo blog.
Non ho mai niente di nuovo da raccontare e mi ritrovo sempre a scrivere le stesse cose..mio padre che odia mia madre, che le urla stronza, che gli sale il sangue al cervello per qualsiasi cosa, che le urla addosso per qualsiasi cazzata, mia madre che piange, che è sempre più depressa, che ha sempre i nervi a fior di pelle, io che li sento, che non riesco proprio a ignorarli, che ci sto terribilmente, stupidamente, tristemente male, che piango per me, per loro, per quello che non c'è e per quello che invece maledettamente c'è mentre fuori c'è la primavera, il sole, il cielo completamente blu.
Cosa volete che vi racconti?Di post in post continuo sempre a raccontare le stesse cose, le stesse tragedie, le stesse situazioni. Non so neanche più come formularle in parole queste cose.
Scrivo tanto per scrivere, per stappare un po' l'otre ogni tanto prima che scoppi.
Oggi ho suonato a un matrimonio e mentre tutti avevano gli occhi pieni di lacrime per la commozione io nella mia mente continuavo a ripetermi che no, sposarmi, mettere un anello al dito e celebrare l'inizio di un calvario non capiterà mai a me. Pensate pure che io sia prevenuta, che non è detto che quello che è successo tra i miei accada anche a me, che l'amore eterno esiste. A me non interessa. E' finita da molto l'ora dei sogni e delle favole. E non me ne racconterò altre nella speranza che questa volta sia la favola giusta, con i personaggi giusti e il lieto fine giusto perché evidentemente non esistono favole per me, il mio posto in questo mondo è un altro.
Ma quello che mi fa male più  è che devo immaginare la mia vita tra un anno, quando sarò fuori di casa a studiare in un'altra città e a vivere in un'altra realtà, per stare bene ora. Io che amo con tutta me stessa la mia casa, che amo con tutta me stessa la mia famiglia, che non me ne andrei mai perché amo questo posto e amo le mie origini. Io costretta ad andarmene per sopravvivere, per guarire psicologicamente, per scoprire che esistono anche persone con una vita normale e dei sentimenti normali, che esiste gente in grado di ascoltare gli altri e di cambiare quando gli altri soffrono per causa loro, per scoprire persone che pensano anche a quello che provo io.
Sempre che poi io riesca davvero a trovare gente del genere.
Non lo so. So solo che l'alternativa di rimanere qui potrebbe definitivamente uccidermi.
L'unica verità a cui sono arrivata è che se non uscirò da questa casa io morirò.
Su questo non ci sono proprio dubbi.

Calien
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lunedì, 21 aprile 2008,ore 17:35

Cerco..

qualcuno con cui scambiare francobolli...O.O Lo so, è terribilmente stupido ma ho davvero tanti doppioni e vorrei aumentare il numero di francobolli che ho perché mi piace un casino collezionarli! Quindi chi vuole mi contatti il più presto possibile!(non ho proprio un ozzac da fare)
Per il resto vi do notizie flash sulla mia esistenza come al tgcom così vi restano pure più impresse:
1)Finalmente sono all'ULTIMO (!!!!!!!!!!!!!!)anno di conservatorio!!!ULTIMO!!!!!La mia laurea (perché ricordo che è diventato università)dovrebbe essere all'incirca a ottobre-dicembre!!!Non vedo l'ora!E dopo si fugge da qualche altra parte ovviamente a studiare con qualcuno di decente. E a tal proposito perché voi capiate dovrei scrivere il post sull'erasmus.............lo scriverò lo scriverò lo scriverò lo scriverò...(continua).
2)Da gennaio frequento un corso di croce rossa.Ho superato il corso base ma ora devo superare il secondo corso per poter poi fare tirocinio per tre mesi e poi fare volontariate sulle ambulanze. Non ce la farò mai!!!!!!!!!!!Anche perché a vedere tutte le cose che ci mostrano al corso..T_T Non immaginate neanche quanto si è fortunati ad arrivare a 50 anni senza un graffio!Terribbbbbile!ç_ç Su questo corso però dovrò scrivere un post apposito perché c'è molto molto mnolto da parlare sulla GENTE che lo frequenta...mamma mia!!2 sberle!!!
3)Devo raccontarvi di un incontro del terzo tipo con un tipo ubriaco..O___O
4)Domanda per istigare la vostra curiosità maniacale e attirare nuova e vecchia gente in questo blog dimenticato da Paperino:la vostra Calien avrà trovato finalmente un ragazzo?
5)Il prossimo post sarà su tutto quello che ho scritto nei punti precedenti + bonus degli auguri di Buona pasqua..:PP

Calien
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giovedì, 07 febbraio 2008,ore 00:47

Cosa mi si sta chiedendo di capire?

Lunedì mattina 4 febbraio 2008 mi stavo dirigendo con la mia macchina a Udine, la città a 30 km dal mio paese in cui studio da quando avevo 11 anni e ho iniziato il conservatorio. Stavo appunto andando a suonare e a studiare un po'.
La mattina mi sono svegliata verso le 7.30 (o le 8.30?)nonostante, come ogni mattina,avessi messo la sveglia alle 7. Mi sono preparata con molta calma, assonnata. Ho fatto colazione con una nastrina del mulino bianco scaldata nel fornetto e il tea caldo (o avevo mangiato solo la nastrina?).A un certo punto, dopo essermi lavata i denti, mi sono seduta sul letto e mi sono chiesta se non era meglio se stessi a casa visto che mi sarei fatta 60 km (andata e ritorno)solo per studiare e non perché avessi lezioni o altro. Poi mi sono detta che no, era meglio andare perché a casa non avrei studiato bene come in conservatorio.

Poco prima di partire ho raccontato a mio padre con tono scherzoso di un tipo che, sabato sera, avendo fatto troppo velocemente una grande rotonda e avendo appena piovuto, si era trovato con il culo della macchina in un piccolo fossetto (un 50 cm)e che l'avevo visto in piedi che chiamava qualcuno. Non era successo niente di grave. Era solo scivolato.

Poi parto. Tardi, come al solito. Più e meno alle 11, 11.10. Piove, la giornata è di quelle che la mattina è già grigia e uggiosa.

Arrivo a Buia, un paese ancora più piccolo del mio. La strada che percorro è principalmente una strada extraurbana, preferita alla statale perché più lunga, ma più veloce e poco trafficata. Arrivata a Buia appunto, devo rallentare perché sono entrata in un centro cittadino e il limite è di 50km/h. Davanti a me un camion con rimorchio, di quelli lunghi e pesanti. Superiamo il semaforo, dopo qualche metro c'è il segnale che annulla tutti i divieti precedenti,il "via libera", quello tondo bianco con una linea nera di traverso. Inizia la linea tratteggiata e inizia un rettilineo lungo quasi un km (non ho occhio per le misure).
Decido di superare il camion (che essendo con rimorchio è uno di quelli che prima di arrivare a 60km/h impiegano 10 km). Controllo se arriva qualcuno e vedo una macchina con i fari accesi. La lascio passare. Ho 10/10 di vista.
Ricontrollo.
No, non c'è nessuno.
Sono le 11.20.
Inizio il sorpasso.


Di fronte a me poco più dell'inizio del camion c'è una macchina. Grigia. Nonera, rossa, bianca, blu, verde. Grigia.
E a fari spenti.


No anabbaglianti, no luci di posizione (obbligatori in strada extraurbana anche solo quando c'è sole).Cita il libro per la patente A e B, edizioni Bocca:"Fuori dai centri abitati è obbligatorio l'uso delle luci di posizione, dei proiettori anabbaglianti, delle luci della targa e, se prescritte, delle luci di ingombro (...). In presenza di nebbia, di pioggia intensa (...), in ogni caso di scarsa visibilità, è obbligatorio l'uso delle luci di posizione, dei proiettori anabbaglianti, delle luci della targa e delle luci di ingombro per tutti i veicoli.".

Ero sicura al 3000% che la strada fosse libera. Ho dieci decimi e non ho mai messo gli occhiali (se non per mantenimento dal momento che uso spesso il computer, ma in ogni caso non uso neanche quelli perché me li avevano dati alle elementari). Non sono miope, nè astigmatica, nè uso lenti.

Quando ho visto questa macchina mi sono spaventata. Ho avuto una paura tremenda. In una frazione di secondo ho capito che non sarei mai riuscita a sorpassare il camion senza fare un frontale.
Ma soprattutto..ho avuto PAURA.
Una tale paura che l'istinto mi ha bloccato il piede sul freno. Di colpo.
Il resto lo sto rivivendo da 3 giorni.

La sensazione più brutta è la macchina che sbanda e io che sono completamente cosciente che sta sbandando, che non la tengo più, che è inutile che mi artiglio al volante, che è inutile pensare che si rimetterà in strada tra qualche secondo.
Il secondo pensiero è stato:"è impossibile che stia succedendo proprio a me. Non è possibile".
Poi completamente cosciente ho sentito la macchina andare tutta da una parte, verso un fosso alto più o meno 2 metri, e poi capovolgersi portandosi dietro anche me che ho vissuto tutto COMPLETAMENTE cosciente.
Quando tutto si è fermato erano passati più o meno 5 secondi (credo. Ovviamente non mi sono messa a contarli).
Ero a testa in giù e la prima cosa che ho fatto è stata spegnere la radio che ancora continuava ad andare e mi sembrava una presa per il culo che lei fosse a posto e tutto il resto no.
Poi è stato il silenzio ovunque tranne che nella mia testa dove continuavo a urlarmi contro che non era possibile fosse capitato proprio a me.
Dopo, con la cintura che mi inchiodava al sedile, ho iniziato a battere sul finestrino, a gridare "aiuto, tiratemi fuori di qui. Sto bene, non mi sono fatta niente". Perché ero stata talmente cosciente di quello che mi stava capitando in quei 5 secondi, che avevo capito di non aver ricevuto botte, danni, colpi di frusta, rottura di ossa, di vertebre, di collo, di schiena, di gambe.


La gente si è fermata. Ha voluto tirarmi fuori anche se io, all'inizio, pensavo che appena avrebbero slacciato la cintura, sarei caduta malamente contro il tetto perché non avevo spazio e non sapevo come cadere con la testa. Ma la cintura stava iniziando a stringere troppo e loro mi hanno aiutato, sostenuta, hanno aperto la porta e mi hanno aiutato ad uscire.
I
l resto è quello che capita in ogni incidente. Ho pianto, ho urlato contro quello stronzo ignoto che viaggiava senza fari, ho iniziato a ridere perché mi sentivo una miracolata mentre in piedi guardavo la mia macchina capovolta sul tetto e dopo un incidente del genere sarei benissimo potuta andare a correre. Ho iniziato a piangere perché pensavo a mio padre, a quella macchina che aveva solo un anno e mezzo di vita, al fatto che non era possibile che io avessi avuto un incidente del genere e non mi fossi fatta niente, come se fossi caduta con la bicicletta nel giardino di casa mia (e in quel caso almeno un ginocchio me lo sbucciavo). Niente. Non avevo nemmeno un graffio. NULLA.

Poi un uomo (che era quello che guidava dietro di me) mi ha colto sotto il suo ombrello, mi ha rassicurata, ha cercato di calmarmi, mi ha detto che ero viva e questo era l'importante. Mi ha accompagnata nella stradina che costeggia il fosso, sotto la strada. Ho chiamato mio padre e già m'immaginavo la sua paura, lui che non ha MAI paura. Sono arrivati i vigili del fuoco (di cui ricordo la simpatia..:) oltre al fatto che uno mi ha detto di andare a ringraziare la madonna di Castelmonte), l'ambulanza no perché se all'inizio l'hanno chiamata, poi, forse sentendomi dire che stavo bene, l'avevano richiamata per dire che era tutto a posto (????), sono arrivati i carabinieri che per niente simpatici come i vigili del fuoco, dopo avermi chiesto la dinamica e preso e restituito la patente,l'unica cosa che hanno detto è stata"la spostate ora la macchina vero?". Lo so: hanno fatto il loro lavoro.
Tra la gente che si era fermata c'era anche il proprietario di un'autofficina di Buia. Si è proposto di tirare via la macchina visto che l'autofficina era qualche metro più avanti così è andato a recuperare il carro attrezzi.
Quando l'ha tirata fuori, i tergicristalli e il faro rimasto intatto continuavano a funzionare (ora il meccanico che la sta riparando dice che per fortuna il motore ancora si accende). Il mio violino, una fra le prime cose a cui ho pensato, era ancora miracolosamente intatto anche lui. Nemmeno un graffio.

Poi mio padre mi porta al pronto soccorso. Mi fanno un sacco di accertamenti mentre mi guardano increduli. Il caposala mi si avvicina dopo che gli ho raccontato dell'incidente e proprio in mezzo alla fronte mi appoggia il pollice e mi fa il segno della croce sulla fronte (oddio..questo in verità mi ha spaventato ancora di più invece che tranquillizzarmi..:DD). Rimango tutto il giorno e la notte in ospedale. La prassi dice che devono essere passate almeno 12 ore da un incidente di questo tipo, prima di dimettere il paziente, per l'esclusione di eventuali emorragie interne non visibili esternamente e che potrebbero appunto venire fuori nell'arco di questo tempo.
Così ieri sono tornata a casa. Cambiata. Completamente cambiata.

Il titolo di questo post è la domanda che mi sto ponendo da quando è successo tutto.
Quando sono andata fuori strada non mi sono schiantata contro due alberi o il palo della luce distanti poco meno di un metro; il fossato alto 2 metri ma che poteva essere pieno di acqua per un metro, in quel momento era quasi vuoto nonostante stesse piovendo dal giorno e dalla notte prima (un po' più indietro il Ledra e i fossati erano strapieni); la macchina senza fari che arrivava dalla parte opposta non mi ha tagliato in mezzo nonostante gli attimi della mia macchina passati a sbandare sulla strada;  poco più in là a dove è successo l'incidente sarebbe iniziato il guardrail e sbattendogli contro mi avrebbe chissà..forse buttato contro le ruote del camion o della macchina che stava dietro o della macchina a fari spenti che proveniva in direzione opposta.
Per tutta questa fortunatissima serie di coincidenze e per lo strano fatto che nonostante la macchina si sia perfino capottata io non mi sono fatta niente, sono qui a parlarne con voi.
Non so fino a quanto potete capire VERAMENTE cosa mi è capitato. Come in tutte le cose lo si capisce solo quando ci si è passati dentro.
Io so solo che non so cosa mi si sta chiedendo di capire. Mi si sta chiedendo di capire che a 21 avrei potuto finire su una sedia a rotelle o morire?Che a 21 anni mi è stata data la possibilità negata a migliaia di persone che muoiono sul colpo o rimangono paralizzate la prima volta che hanno un incidente grave? Mi si sta chiedendo di capire che qualcosa o qualcuno o il caso mi ha donato la possibilità di vivere ancora ore, giorni, mesi, anni in più?Ma vivere veramente..Forse che mi si sta dicendo che mi si concede la possibilità di capire che, poiché potrei morire da un momento all'altro, ho ancora la possibilità  infinitamente rara di poter cambiare la mia vita e darle un senso?O mi si sta chiedendo di credere nell'angelo custode, o in mio fratello o in tutte quelle cose che ho sempre considerato stupide, stupide e ancora stupide?Mi si sta dicendo che c'è qualcosa per me?che devo vivere ancora per fare qualcosa di determinato?

Perché mi è stata data un'altra possibilità?Perché non mi sono fatta niente, assolutamente niente?Cazzo..sono uscita di strada, la macchina si è capottata e non stavo andando a 30 all'ora.

Oppure semplicemente è una presa per il culo. Forse mi si vuol fare credere di essere chissà chi da scomodare anche i santi, dio o chi per lui per salvarmi la vita mentre invece il caso ha solo voluto farmi un orribile e tremendo scherzo, e che la morte ha già deciso.

Non lo so proprio. Ci sto pensando. Ci sto riflettendo.
Avete idea di che valore assumono le cose che ho scritto nel post precedente?

Non lo so. Non lo so. So solo che ora non riesco a guidare la macchina e anche l'andare in corriera mi fa stare male. Domani proverò col treno.
So solo che mio papà, che ha visto la macchina, continua a ripetermi ogni momento che mi vuole bene.
So solo che non riesco a dormire la notte e che continuo a rivivere tutto.
So anche che ho paura a uscire perché sarà una idiozia, ma ho paura che non la posso fare così france, che non posso aggirare così chi mi aveva messo un ostacolo troppo alto nella mia strada.

Non lo so.
Mi aiutate a rispondere alla domanda:Che cosa mi si sta chiedendo di capire?
Calien
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lunedì, 28 gennaio 2008,ore 01:37

Lo so...

...avevo detto che il prossimo post avrebbe raccontato dei miei ultimi 4 mesi di vita, del mio Erasmus in giro per la Lituania, etc etc, ma oggi, al cinema,  ho visto questo..

.....e non ho potuto non scrivere qualcosa, non ho potuto aspettare un altro post per scrivere cosa mi abbia lasciato questo film, non ho potuto aspettare di dimenticare quello che mi ha fatto provare alla fine quando a scorrere c'erano solo i titoli di coda sullo schermo e i pensieri impazziti in testa. Che dire..All'inizio l'ho trovato noioso, non lo riuscivo a capire, mi sembrava un insieme di belle parole e belle immagini senza un senso concreto.
Ma quando ho iniziato a capire quello che stava raccontando, ho compreso che sarebbe stato uno tra i più significativi e importanti film della mia vita.Del resto l'avevo già scritto in qualche post precedente, l'avevo già scritto che non capivo dove sta il senso del nostro vivere in questa società alienante e consumistica. L'avevo già scritto che ho l'angosciante certezza dell'inutilità del nostro vivere come soldatini tutti uguali e tutti impegnati a sprecare fatiche, pensieri, salute e soprattutto TEMPO nel raggiungere stupidi obiettivi come una laurea, un lavoro, una carriera, un futuro. Stupidi perché per fare queste cose "adattandoci"a ciò che la società ci ha imposto di fare, non viviamo. Non viviamo niente. Andiamo a scuola per vent'anni,impieghiamo le mattine e i nostri pomeriggi a studiare, poi andiamo subito alla ricerca di un lavoro perché servono i soldi per "sopravvivere"e dopo arriviamo all'età della pensione senza nemmeno esserci accorti dello trascorrere del tempo cosicché da vecchi ci ritroviamo a ripetere "caspita com'è passato in fretta il tempo". E fin lì non avremo vissuto niente. Niente di niente.
Ma voi non ci pensate?Ci riflettete VERAMENTE sul senso della vostra vita?Voi pensate di star VIVENDO veramente?Per cosa studiate, lavorate, vi arrabbiate, state male, vi affaticate ad arrivare da qualche parte, se domani sarete nient'altro che cenere?Per cosa sprecate giornate intere lontani da chi amate quando non sapete neanche se al vostro ritorno li ritroverete?Da dove prendete l'assoluta certezza che ritornerete a casa quando andate a lavoro o che ritroverete alla sera il sorriso di chi avete lasciato la mattina?Cosa significa per voi VIVERE?Significa fare shopping il sabato o guardare alla tv il vostro programma televisivo preferito, significa avere l'ultimo modello di cellulare o una bella macchina potente, significa essere stanchi, stressati, arrabbiati, frustrati, indignati, silenziosi quando avreste solo voglia di urlare?
A volte non viene anche a voi quell'impulso irresistibile di mollare completamente tutto, di dire BASTA, di iniziare a voler vivere sul serio?L'impulso di cancellare qualsiasi traccia di umanità, di nascondervi agli occhi dell'uomo, di tornare al silenzio. Quello vero e completo. E magari sparire con qualcuno. Anche il protagonista di questo film (tratto da una storia vera)è partito dalla certezza che "..la felicità non sta nei nostri rapporti con gli altri, ma sta dappertutto" per poi capire invece che "..la vera felicità è quella condivisa".
Diceva Oscar Wilde:"Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, e nulla più".
Io non voglio esistere. Io voglio vivere. Vivere per davvero. Voglio mollare questa società paradossale e comica in cui viviamo, voglio mollare tutto quello per cui sto inutilmente combattendo, voglio far parte dell'universo e immergermi in esso, voglio sentire il silenzio completo nelle orecchie e urlare facendo più rumore possibile, voglio vivere con solo quello che mi serve veramente e non con tutto quello che riempie il mio tempo, voglio vivere di verità e non di ipocrisia, voglio avere il tempo di vedere l'alba o il tramonto senza la fretta di "dover andare", voglio capire il mondo attraverso la sua bellezza e non ferirlo solo per crudeltà o proprio tornaconto. Voglio viaggiare, vedere tutto il resto, conoscere milioni di persone diverse da me, voglio vivere in un posto che nessuno (tranne chi decido io)può raggiungere, circondata di musica, libri, film e persone che amo.
Eppure non riesco ad avere abbastanza coraggio per fare una cosa del genere. Non RIESCO a fare NIENTE di tutto quello che ho scritto anche perché so che, se lo proponessi alle persone che vorrei venissero via con me, loro non mi capirebbero e io non riuscirei ad andarmene via da sola. E così continuo a esistere come le 6 miliardi di persone che vivono su questa terra, continuo a trascinarmi di giornata in giornata progettando un futuro che non ho nemmeno idea se avrò o meno, continuo a lottare, ad arrabbiarmi, a soffrire, a indignarmi, senza nemmeno accorgermi che il tempo passerà e che passerà anche il periodo giusto per girare pagina e farlo diversamente da tutti.
E l'unica certezza che mi rimarrà sarà il non capire cosa Christopher MCCandless intendesse dire con "..ma anche se venissi ad abbracciarvi, vedreste mai quello che io sto vedendo ora?".
Calien
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venerdì, 11 gennaio 2008,ore 20:08

Dicevo...

Se c'è un film che ha il potere di farmi sempre piangere questo è "a love to hide" (originale " un amour à tair").
E' un film del ozzac, ma vi giuro che mi manda in crisi come non ha mai fatto nessun altro.
Secondo voi può essere una forma di masochismo continuare a guardarlo?
Calien
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martedì, 08 gennaio 2008,ore 00:22

Eccomi eccomi

Dicevo....ero ritornata ma poi sono inciampata e non ho avuto tempo per scrivere. In verità il tempo non ce l'ho neanche ora ma ritorno...prometto che ritorno per davvero...
Stavolta dico sul serio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Calien
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